Cassazione penale, Sez. 6^, sentenza n. 4256/2026, 28 gennaio/3 febbraio 2026, ha chiarito che, ove un difensore sia stato accusato del delitto di violazione della pubblica custodia di cose per avere ricevuto erroneamente dal funzionario di cancelleria un reperto costituito da alcune registrazioni video non dissequestrate, senza rendersene conto, la formula assolutoria corretta non è quella dell’insussistenza del fatto ma perché il fatto non costituisce reato.
