Il Ministero della Giustizia confonde il codice di procedura penale con quello penale, siamo arrivati anche a questo.
Ieri sul sito viene pubblicato il post, “Sicurezza, Nordio: nuova norma non è uno scudo penale” ecco il link: Sicurezza, Nordio: “nuova norma non è uno scudo penale”
Nordio ci “spiega” la nuova norma relativa all’indagato che non è indagato, forse in futuro sarà indagato o forse archiviato non indagato, in subordine forse anche futuro imputato incorrendo in un marchiano errore.
Il Ministero della Giustizia scrive: “In particolare il nuovo comma dell’articolo 335 del codice penale prevede che il pm procede ad annotazione preliminare, in separato modello”.
Iniziamo bene, si riesce a confondere il codice di procedura con quello penale.
Il Ministro Nordio spiega dal sito del Ministero della Giustizia che: “Bisogna essere chiari: non è né uno scudo penale, né nei confronti delle forze dell’ordine; l’impunità non c’è per nessuno”.
In particolare il nuovo comma dell’articolo 335 del codice penale (sic è il codice di procedura penale) prevede che il pm procede ad “annotazione preliminare, in separato modello” del nome della persona cui è attribuito un fatto di reato, quando è evidente che è “compiuto in presenza di una causa di giustificazione”. Diverso dalla tradizionale iscrizione ‘a modello 21’ nel registro degli indagati, il nuovo modello verrà introdotto con decreto del ministro della Giustizia.
Per il Guardasigilli, un “principio di civiltà”: l’iscrizione in questo nuovo modello consente alla persona di “partecipare alle indagini che lo possono interessare senza però essere indagato”, senza subire “l’onta” – come la definisce Nordio – dell’iscrizione nel registro degli indagati.
Il Ministro fa l’esempio del poliziotto che spara perché viene minacciato con un’arma, del medico nel caso in cui muoia un proprio paziente, di una persona comune che trova un ladro armato in casa. Con la nuova norma è possibile godere di alcune garanzie difensive, come la nomina di propri legali e consulenti di parte, o la partecipazione a perizie balistiche o autopsie.
L’introduzione di questo nuovo principio, spiega Nordio, è stata accelerata dalle “situazioni che si sono verificate in quest’ultimo periodo e che hanno riguardato le forze dell’ordine”, riferendosi agli scontri avvenuti sabato scorso a Torino. Si tratta, tuttavia, anche di una misura contenuta “nel nuovo progetto di codice di procedura penale che stiamo studiando”.
Ci sarebbe da ridire per non piangere.
