Segnaliamo la pubblicazione della proposta di legge per l’istituzione del Registro nazionale degli orfani per crimini domestici (allegata al post).
I proponenti sottolineano che l’iniziativa legislativa nasce dall’esigenza di colmare una lacuna strutturale nel sistema di tutela e monitoraggio dei figli rimasti orfani a seguito di crimini domestici, con particolare riferimento agli orfani di femminicidio.
Nonostante le significative innovazioni introdotte negli ultimi anni nell’ordinamento italiano in materia di protezione delle vittime di violenza di genere, permane un vuoto operativo che rende difficile conoscere con esattezza il numero di questi minori o maggiorenni non auto sufficienti, la loro condizione e l’effettiva attivazione delle misure di sostegno previste dalla legge.
Il Registro nazionale avrà funzione non solo statistica, ma anche operativa: permet terà, infatti, di attivare tempestivamente la presa in carico obbligatoria da parte dei servizi sociali competenti per territorio, su segnalazione dell’autorità giudiziaria o delle Forze di polizia.
Viene, inoltre, previsto che, già al primo contatto con le autorità competenti, gli orfani o i loro tutori ricevano un documento informativo unificato, che illustri in modo chiaro tutte le tutele previste dalla legge, le misure economiche disponibili e le modalità per accedervi.
Questo stru mento, semplice ma essenziale, è volto a superare le attuali difficoltà burocratiche che spesso scoraggiano o ritardano l’accesso ai diritti.
Un ulteriore elemento qualificante della proposta di legge è la previsione di un difensore d’ufficio dedicato, nominato automaticamente e senza oneri per la famiglia, che assicuri la tutela legale dei diritti dell’orfano in tutte le sedi giudiziarie e amministrative.
Tale figura professionale sarà selezionata da un elenco nazionale tenuto dal Consiglio nazionale forense, in coordinamento con il Ministero della giustizia.
Particolare attenzione viene riservata an che alla formazione obbligatoria del perso nale coinvolto quale: Forze di polizia, magistratura, servizi sociali, operatori sanitari, avvocati e centri antiviolenza, al fine di garantire uniformità di approccio, competenza tecnica e sensibilità nella gestione dei casi.
La formazione rappresenta un investimento strutturale indispensabile per trasformare le norme in prassi effettive e coerenti.
