L’avvocato che apostrofa un cancelliere definendolo “maleducato e cafone” (Redazione)

Perdere le staffe con il cancelliere può costare caro.

Il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza 242/2025 ha ricordato che il comportamento dell’avvocato deve essere adeguato al prestigio della classe forense, che impone comportamenti individuali ispirati a valori positivi, immuni da ogni possibile giudizio di biasimo, etico, civile o morale.

Pertanto, in ogni rapporto interpersonale, indipendentemente dalla persona con cui interagisce, l’avvocato deve tenere un contegno ispirato alla necessaria salvaguardia della dignità della professione forense

Nel caso di specie, l’avvocato aveva apostrofato un cancelliere con “maleducato e cafone”.

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Santinon), sentenza n. 242 del 11 settembre 2025

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