Principio di immutabilità del difensore di ufficio: sostituzione irrituale e condizioni per la nullità degli atti successivi (Riccardo Radi)

La Cassazione penale sezione 2 con la sentenza numero 33817/2025, in tema di difesa d’ufficio, ha stabilito che l’irrituale sostituzione del difensore d’ufficio originariamente designato, senza che ricorrano le condizioni previste dall’art. 97, commi 4 e 5, cod. proc. pen., determina la nullità degli atti successivi solo in presenza di una concreta lesione del diritto di difesa.

In applicazione del principio, la Suprema Corte ha rigettato l’eccezione di nullità dell’ordinanza di convalida dell’arresto, emessa all’esito di udienza celebrata alla presenza del nuovo difensore di ufficio, designato dopo che il precedente aveva comunicato via pec di non poter partecipare all’udienza per motivi di salute.

Nella sentenza in commento si richiama il precedente della Suprema Corte che ha ritenuto immune da censure la sentenza impugnata che aveva escluso la nullità della sentenza di primo grado perchè l’avviso ex art. 415-bis cod. proc. pen. era stato notificato a difensore diverso da quello originariamente nominato nella fase delle indagini preliminari, non avendo quest’ultimo svolto alcuna attività difensiva) (Sez. 4, n. 1245 del 23/11/2017, dep. 2018, Chitu, Rv. 271937; Sez. 2, n. 48238 del 20/11/2003, Palmieri, Rv. 227083).