Body-shaming nei confronti di una minore da parte del padre.
La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 30780/2025 ha stabilito che integrano gli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti le condotte di reiterata denigrazione (cd. “body-shaming”) messe in atto da un padre nei confronti della figlia adolescente, tali da arrecarle un clima di vita svilente e umiliante perché riguardanti un tema – l’aspetto esteriore di un soggetto in piena pubertà – rispetto al quale la fragile sensibilità del soggetto passivo funge da chiave di lettura inequivoca dell’intensità delle sofferenze patite dalla persona offesa allorquando, come nella specie, le frasi offensive, oltre che gratuite, hanno contenuti di estrema gravità rispetto al fisiologico percorso di crescita della minore, perché manifestazione di un evidente disprezzo, ancor più sentito in ragione della provenienza paterna delle stesse.
