Totò truffa ai giorni nostri (Abate Faria)

Una madre morta da tre anni, una lauta pensione ritirata dopo la sua morte e l’improbabile travestimento per rinnovare il documento.

Una storia con finale macabro.

Siamo in un piccolo comune del mantovano e all’ufficio dell’anagrafe si presenta una improbabile signora che dovrebbe avere ottantacinque anni ma che negli ultimi tempi nessuno ha più visto in paese.

La vecchietta richiede il rinnovo della carta d’identità e lascia la sua foto con capelli corti, un filo di trucco, camicetta fantasia anni Settanta, un giro perle e orecchini a clip old style. Tutto sembra tornare ma c’è un particolare che non sfugge all’impiegata dell’anagrafe il cerone che avvolge il viso e la corporatura che non sembra quella di un’ottantacinquenne.

E così è partita un’indagine interna che ha messo a confronto la foto scattata in Comune due settimane fa con quella della carta d’identità scaduta di dieci anni fa. E, insomma, i dubbi hanno preso forza. E infatti era il figlio, un infermiere disoccupato che, in versione Mrs. Doubtfire, si era sostituito alla madre.

Il motivo?

La signora è deceduta e probabilmente non di recente, visto che di lei non si hanno notizie da diversi anni.

Si hanno invece notizie della lauta pensione che ha continuato a incassare il figlio fingendo di essere la madre: 53 mila euro, frutto della pensione di reversibilità del marito medico.

L’impiegata ha dunque invitato l’uomo a tornare negli uffici comunali per perfezionare la pratica e gli agenti l’hanno costretto a riconoscere il travestimento. «Dovremmo anche fare un sopralluogo a casa sua», hanno aggiunto. «Fate pure», ha sospirato lui. E quando sono entrati la scena è stata raggelante: in una stanza c’era la madre, mummificata.

La realtà supera la fantasia e richiama alla memoria il mitico Totò truffa e le due scene di Totò e Nino Taranto travestiti da donna.

La foto dell’improbabile travestimento:

Notizia pubblicata da Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”