Pene sostitutive di pene detentive brevi: possono essere negate per i precedenti penali (Riccardo Radi)

La cassazione penale sezione 4 con la sentenza numero 36961/2025, in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, ha stabilito che il giudice può respingere la richiesta anche facendo esclusivo riferimento ai precedenti penali dell’imputato, purché dalla loro valutazione, che deve essere oggetto di specifica, puntuale e concreta motivazione, emergano elementi indiscutibilmente negativi in ordine alla prognosi della finalità rieducativa della pena sostitutiva, del contenimento del rischio di recidiva e dell’adempimento delle prescrizioni imposte.

Si deve preliminarmente osservare che ai sensi dell’art. 58 legge 24 novembre 1981 n. 689, anche dopo le modifiche introdotte dal d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150, nel valutare se applicare una pena sostitutiva il giudice deve tenere conto «dei criteri indicati dall’art. 133 del codice penale».

Ed invero, il novellato art. 58 stabilisce che, nel decidere se applicare una pena sostitutiva e nello scegliere quale pena applicare, il giudice debba valutare quale sia la pena più idonea alla rieducazione del condannato e se sia possibile, attraverso opportune prescrizioni, prevenire il pericolo di commissione di altri reati.

Quando motiva sull’applicazione (o mancata applicazione) delle pene sostitutive, dunque, il giudice deve ancora oggi tenere conto dei precedenti penali dell’imputato, anche se non deve valutarli tanto nella prospettiva della meritevolezza del beneficio della sostituzione, quanto nella prospettiva dell’efficacia della pena sostitutiva e della possibilità di considerarla più idonea alla rieducazione rispetto alla pena detentiva (così, in motivazione, Sez. 4, n. 42847 del 11/10/2023, Rv. 285381).

Se è vero, dunque, che il rinvio all’art. 133 cod. pen. contenuto nell’art. 58 legge n. 689/81, come riformato dal d.lgs. n. 150/2022, deve essere letto in combinato disposto con l’art. 59 della stessa legge, che prevede, quali condizioni ostative, solo circostanze relative al reato oggetto di giudizio, non comprensive dei precedenti penali (Sez. 2, n. 8794 del 14/02/2024, Rv. 286006); è anche vero che, per giustificare la propria prognosi negativa in ordine all’adempimento delle prescrizioni, il giudice può trarre argomenti dalla natura, dal numero dei precedenti e dall’epoca di commissione degli illeciti (così Sez. 2, n. 45859 del 22/10/2024, Rv. 287348 che ha ritenuto esente da censure una decisione reiettiva dell’istanza di sostituzione che aveva valorizzato i precedenti specifici dell’imputato e, segnatamente, le precedenti condanne per evasione e violazione degli obblighi inerti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale).