Referendum sulla giustizia: comitati per il Si e per il No, quanto incideranno? (Redazione)

Referendum riforma giustizia, tra Caiazza e Grosso chi riuscirà ad incidere di più?

Il primo parte avvantaggiato secondo i sondaggi e dice che “si preannuncia una campagna di disinformazione, sono necessarie due carriere per una giustizia più giusta; due Consigli per un’autonomia più solida; un’Alta Corte per una disciplina più credibile”, il secondo dice che “gli avvocati saranno i primi danneggiati: ci rivolgeremo a loro” e che “Bisogna demistificare subito il vuoto che sta dietro le parole d’ordine dei sostenitori“.

Separazione delle carriere dei magistrati, il referendum si terrà nella primavera del 2026.

In attesa della data ufficiale si sono palesati i Comitati a sostegno del si e del no.

Ci siamo chiesti quanto influiranno nelle scelte dei cittadini i comitati?

Per saperlo bisogna partire dalle intenzioni di voto di oggi e verificare come andrà il giorno del referendum.

I portabandiera saranno, da una parte, per il Si, l’avvocato Gian Domenico Caiazza, ex radicale e presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane dal 2018 al 2023, e dalll’altra, per il No al referendum, Enrico Grosso, avvocato, professore ordinario di diritto costituzionale all’università di Torino.

Diciamo che Caiazza ha il compito apparentemente più facile, perché se si votasse oggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia prevarrebbero i sì.

E’ quanto emerge dagli ultimi sondaggi effettuati.

In base al più recente, realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, la maggioranza degli elettori (il 57,8%) ammette di non sapere di cosa si tratta, mentre il 70,9% degli elettori, tra coloro che sono più informati, sono favorevoli alla legge ed il 21,9% contrari.

Gli elettori di governo sono plebiscitari nella risposta , il 99% vuole la riforma della magistratura, mentre gli elettori di opposizione la rifiutano (81,6% elettori Pd e Avs e 79,4% M5S dicono di no).

Meno marcata la vittoria dei sì secondo un altro sondaggio realizzato un paio di settimane prima del via libera definitivo della riforma dall’Istituto Noto per il programma televisivo “Porta a Porta”.

Il 57% degli italiani confermerebbe la riforma. Il 22% sarebbe contrario, il restante 21% sarebbe indeciso (“non saprei”).

Quanto alla partecipazione, il 60% degli italiani dichiara che andrà a votare, mentre il 23% non si recherà alle urne. C’è poi una percentuale del 17% di indecisi.

Mancano cinque o sei mesi al referendum che si terrà, come detto, tra marzo e aprile 2026 come ha detto il Guardasigilli Carlo Nordio, vedremo chi tra Caiazza e Grosso avrà inciso di più nel far cambiare idea a chi andrà a votare.