La Cassazione penale sezione 2 con la sentenza numero 34683 depositata il 23 ottobre 2025 ha dato seguito alla giurisprudenza più recente, che ritiene che ai fini dell’integrazione della fattispecie aggravata dei maltrattamenti commessi in presenza del minore, ai sensi dell’articolo 572, comma 2 c.p., non è sufficiente che il minore assista a un singolo episodio in cui si concretizza la condotta maltrattante.
La Suprema Corte sottolinea la necessità che il numero, la qualità e la ricorrenza degli episodi cui il minore assiste siano tali da lasciare inferire il rischio della compromissione del suo normale sviluppo psico-fisico.
Ricordiamo il precedente della cassazione sezione 6 numero 20128/2025 dove nella motivazione viene evidenziato che: “… da un punto di vista testuale, la norma richiede che, ai fini della configurabilità dell’aggravante, il fatto sia commesso in presenza o in danno di una persona minore…Pertanto, tenuto conto della ratio dell’aggravante e della struttura necessariamente abituale del reato cui accede, deve ritenersi che il fatto cui assiste il minore deve essere costituito da un numero minimo di episodi idoneo a rivelare la maggiore pericolosità e offensività della condotta criminosa”.
