Congresso Nazionale Forense: fuffa e selfie (Riccardo Radi)

Da oggi al 18 ottobre, abbiamo il Congresso Nazionale Forense a Torino e c’è chi dice che: “Sarà un’occasione cruciale per affrontare i temi più significativi che impegneranno la professione nel prossimo futuro.

In tale contesto, verranno discussi argomenti di stringente attualità e urgenza, a partire dall’intelligenza artificiale”.

Saranno circa 1900 gli avvocati tra congressisti e delegati che parteciperanno alla kermesse dove si ribadirà che: “il nostro ordinamento giuridico, fondato sui principi dello Stato di diritto, necessita del ruolo insostituibile dell’avvocato. È attraverso il nostro impegno quotidiano nella tutela dei diritti dei nostri assistiti che si assicurano costantemente i principi di democrazia e libertà”.

Dalle enunciazioni di principio ai fatti il passo è lungo.

La realtà è che più che un Congresso dove ci si confronta e discute sembra un Convegno, basta scorrere il programma: CNF_programma-_rev9.pdf

La parola Congresso (come ricorda il Dizionario Treccani) (dal latino congressus –usincontro, convegno”, deriva da congrĕdi “camminare insieme, incontrarsi”), dove dei professionisti si riuniscono per discutere di argomenti interessanti per la categoria.

Forse la Legge professionale e le 231 mozioni presentate meritavano spazio e dibattito ed anche accese discussioni e invece la tre giorni si concentrerà sull’intelligenza artificiale e sulla solita passerella di autorità e saluti.

In concreto tanta fuffa ma perfavore risparmiateci i selfie.