Il giudice facente finzioni (Ugo Campese)

In una (ormai) remota udienza in presenza discutevo una causa cercando di rappresentare le mie ragioni.

Il giudice ascoltava (o, forse, faceva finta) distrattamente con gli occhi rivolti al cielo (non credo pregasse, voleva solo far finire sul nascere l’intervento di questo piccolo avvocato rompi …. ni).
Per attirare di nuovo l’attenzione ho chiuso il mio intervento dicendo: “giudice decida la causa come fosse una sua questione.” 

È subito ritornato in sé: “avvocato cosa vuol dire?”. 

Io: “con la stessa attenzione che mette sempre nelle cose sue”.

È arrossito e ha risposto: “certamente”.

Ci siamo guardati in cagnesco: il giudice, sempre più convinto che io sia un avvocato rompi …ni, ed io sempre più convinto che al giudice “non gliene poteva frega’ de meno” perché non era un … caso suo.

Morale della storia? E la chiedete a me? Chiedetela al facente finzioni!