Capacità di stare in giudizio: ove sia dubbia, la trattazione cartolare di un processo non fa venir meno la necessità di accertarla (Vincenzo Giglio)

Cassazione penale, Sez. 2^, sentenza n. 13788/2025, udienza del 26 febbraio 2025, deposito dell’8 aprile 2025, ha chiarito che, ai fini della capacità dell’imputato di stare in giudizio, l’accertamento del giudice non si atteggia in modo diverso a seconda del rito instaurato, se cioè implicante la trattazione orale o cartolare.

Partecipare coscientemente al processo significa infatti essere in grado di replicare adeguatamente e con consapevolezza alle accuse e predisporre un’autodifesa, intesa come possibilità di esercitare una serie di attività difensive riconosciute.

Il collegio di legittimità ha rilevato, ad ulteriore conferma dell’equiparazione tra i due riti, che nel giudizio cartolare l’imputato può presentare memorie difensive, suscettibili, all’evidenza, di incidere sulla formazione del convincimento del giudice.