La Cassazione penale sezione 6 con la sentenza numero 23329 depositata il 23 giugno 2025 (allegata al post), in tema di responsabilità da reato degli enti, ha affermato che la rilevante entità del profitto tratto dal reato, richiesta ex art. 13, comma 1, lett. a), d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, quale condizione per l’applicazione all’ente di sanzioni interdittive, deve essere dedotta, oltre che dal dato oggettivo della consistenza del vantaggio conseguito, anche da quello soggettivo, determinato avendo riguardo alle caratteristiche dell’ente stesso ed all’incidenza del suo arricchimento indebito rispetto alla specifica attività, al volume di affari, alla struttura d’impresa e alla posizione sul mercato.
