Mutamento del fatto contestato: ricorre solo in presenza di una trasformazione radicale degli elementi essenziali della fattispecie contestata (Vincenzo Giglio)

Cassazione penale, Sez. 4^, sentenza n. 20185/2025, udienza del 22 maggio 2025, deposito del 29 maggio 2025, ha ribadito, in accordo all’indirizzo interpretativo affermato in più occasioni dalle Sezioni unite penali della Suprema Corte, che, in relazione al rispetto del combinato disposto degli artt. 521 e 522, cod. proc. pen., per aversi mutamento del fatto occorre una trasformazione radicale, nei propri elementi essenziali, della fattispecie concreta nella quale si riassume la ipotesi astratta prevista dalla legge, cosicché si pervenga ad una incertezza sull’oggetto della imputazione da cui scaturisce un reale pregiudizio dei diritti della difesa; conseguendone che l’indagine non va esaurita nel mero e pedissequo confronto puramente letterale tra contestazione e sentenza perché, vertendosi in materia di garanzie e di difesa, la violazione è del tutto insussistente quando l’imputato, attraverso l’iter del processo, sia venuto a trovarsi nella condizione concreta di difendersi in ordine all’oggetto della imputazione (SU, n. 16 del 19/06/1996, Di Francesco, Rv. 205619; SU, n. 36551 del 15/07/2010, Carelli, Rv. 248051); potendosi quindi ravvisare la violazione del principio di correlazione nel solo caso in cui si sia di fronte a un radicale mutamento, negli aspetti costitutivi essenziali, delle condotte contestate, produttivo di un’incertezza sull’oggetto dell’imputazione da cui scaturisca un reale pregiudizio dei diritti della difesa (Sez. 4^, sentenza n. 18366 del 17/01/2024, Rv. 286379).