A certe tentazioni, anche se animate dal perseguimento del miglior interesse dell’assistito, gli avvocati devono sempre resistere.
Lo ricorda il Consiglio Nazionale Forense che, con la sentenza numero 392/2024, si è occupato di un caso complesso e dalla decisione è estraibile la seguente massima che è stata pubblicata sul sito del CNF:
“Integra illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che al proprio assistito suggerisca comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o colpiti da nullità (art. 23 cdf), non costituendo “esimente” l’aver asseritamente operato perseguendo l’interesse dell’assistito medesimo seppur in violazione della legge”
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Gagliano), sentenza n. 392 del 25 ottobre 2024
