La giustizia e gli angoli ottusi: quando la scarcerazione per decorrenza termini è dietro l’angolo (Riccardo Radi)

Un giudice dovrebbe sempre considerare le mille variabili che contraddistinguono un processo e approcciarsi alle parti in modalità ascolto.

Quando ciò non avviene gli esiti sono disastrosi o meravigliosi dipende dai punti di vista.

Oggi parliamo di un processo con decine di imputati in misura cautelare e di questi alcuni sono o meglio erano agli arresti domiciliari.

All’inizio del processo davanti al Gup gli avvocati si premurano di presentare istanze per permettere di raggiungere con mezzi propri l’aula di udienza agli imputati ai domiciliari.

Tutte le istanze sono respinte con una frase di stile disancorata dalla realtà, quelle locuzioni vuote che spesso vengono usate nel mondo giudiziario.

Alla prima udienza il giudice tiene a precisare che il procedimento avrà una corsia accelerata perché le misure cautelari sono prossime alla scadenza termini e quindi i rinvii saranno la lei decisi senza consultare gli avvocati.

Non c’è problema ma la prima udienza salta perché la cancelleria ha dimenticato di notificare il decreto alle persone offese.

Non è un bell’inizio, magari tanto decisionismo sarebbe utile accompagnarlo con un metodo di lavoro altrettanto fermo e attento.

Discute il pubblico ministero e nelle successive due udienze dovranno discutere tutti gli avvocati senza eccezioni perché i termini sono prossimi, iniziamo il mattino e finiamo nel tardo pomeriggio.

Alcuni difensori rinnovano la richiesta di autorizzazione a raggiungere l’aula con mezzi propri … ma di nuovo respinta.

Morale della favola all’ultima udienza “per carenza di personale” le scorte non possono garantire la traduzione di tutti gli imputati ed allora “visto l’articolo 303 cpp dichiara l’inefficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari” e dispone “trasmettersi il presente verbale al Presidente del tribunale e al presidente Gip”.

Magari sarebbe da accompagnare con i verbali dei rigetti alle autorizzazioni a raggiungere il tribunale con i mezzi propri.

Diceva qualcuno che: “Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.