Cassazione penale, Sez. 2^, sentenza n. 13120/2025, udienza del 26 marzo 2025, ha ribadito che ai fini della configurabilità dell’aggravante del “metodo mafioso”, di cui all’art. 416-bis.1 cod. pen., è sufficiente, in un territorio in cui è radicata un’organizzazione mafiosa storica, che il soggetto agente si riferisca implicitamente al potere criminale della consorteria, in quanto tale potere è di per sé noto alla collettività” (Sez.2, n. 34786 del 31/05/2023, Rv. 284950).
Nel caso in esame, il Tribunale ha evidenziato non solo che la condotta era maturata in un contesto ambientale in cui era “notoria la presenza di associazioni di tipo mafioso aduse ad effettuare richieste estorsive agli imprenditori edili presenti in zona”, ma anche che la frase “o sapete che se venite a faticare nella casa mia, vi dovete mettere d’accordo prima di andare avanti” conteneva un chiaro riferimento ad un luogo (“la casa”) di presenza del sodalizio mafioso, per cui la persona offesa aveva la percezione di essere di fronte ad una minaccia proveniente da un soggetto facente parte di una associazione, con conseguente sussistenza dell’aggravante contestata.
