La Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza numero 6548/2025 (allegata al post) ha ricordato che l’art. 25, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 150/2022 (c.d. ‘riforma Cartabia’ della giustizia penale), che -novellando l’art. 444 cpp- ha stabilito che la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti non abbia (più) efficacia di giudicato nei giudizi civili, disciplinari, tributari e amministrativi, trova potenziale applicazione per le sole decisioni pronunciate dal 30 dicembre 2022 (data di entrata in vigore della norma, per la quale non è stata prevista una specifica disciplina transitoria), giacché -attesane la natura processuale- non opera il principio di retroattività della lex mitior ma il criterio generale del tempus regit actum.
La modifica normativa, peraltro, non può trovare applicazione nei giudizi innanzi al CNF per i patteggiamenti già valutati davanti ai CDD facendo corretta applicazione della disciplina previgente, atteso che la disciplina processuale, anche ove sia intesa come più favorevole al reo, non è soggetta al principio della retroattività dello jus supeveniens mitior.
Corte di Cassazione (pres. Manna, rel. Grasso), SS.UU., sentenza n. 6548 del 12 marzo 2025
