Al question time appena concluso alla Camera dei Deputati, il Ministro Nordio ha risposto ad una interrogazione parlamentare presentata dal gruppo di Italia Viva (Elementi in merito alle risorse finanziarie destinate al funzionamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, del Gruppo operativo mobile e del Nucleo investigativo centrale e chiarimenti in ordine ad attività di intercettazione svolte da strutture finanziate dal Ministero della giustizia, in calce al post) ed ha escluso che il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e le strutture del Gom (Gruppo operativo mobile), e del Nic (Nucleo investigativo centrale) abbiano mai intercettato, nel 2024, qualcuno se non con l’autorizzazione della magistratura.
Ieri, in una lettera al presidente della Camera il governo si era appellato all’articolo 131 del regolamento della Camera dei Deputati che permette al governo di rifiutare di rispondere alle interrogazioni: “Il Governo può dichiarare di non poter rispondere indicandone il motivo. Se dichiara di dover differire la risposta, precisa in quale giorno, entro il termine di un mese, è disposto a rispondere”
Art. 131 | Conoscere la Camera
Nel giro di 24 ore Nordio smentisce il Governo e Mantovano, ma le sue parole non hanno dissolto le ombre dell’uso di Paragon solutions, sviluppatrice del software di spionaggio “Graphite”.
FARAONE, GADDA, DEL BARBA, BONIFAZI, BOSCHI, GIACHETTI e GRUPPIONI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
giovedì 6 febbraio 2025 il quotidiano britannico The Guardian ha riportato come l’azienda israeliana Paragon solutions, sviluppatrice del software di spionaggio «Graphite», avrebbe risolto un contratto con almeno un cliente italiano, dopo che la stessa avrebbe stabilito che in Italia sarebbero stati violati i termini di servizio e il quadro etico concordato al momento della stipula del contratto;
tra i soggetti spiati figurano Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, Luca Casarini, fondatore e capomissione dell’organizzazione non governativa Mediterranea saving humans, Beppe Caccia, armatore della medesima organizzazione non governativa, e Husam El Gomati, attivista libico che ha denunciato i rapporti tra l’Italia e il Governo del suo Paese;
il Governo ha dichiarato che la società Paragon solutions non ha rescisso alcun contratto con il nostro Paese, affermando che sarebbe stata disposta una due diligence sul caso da parte del Copasir e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale;
secondo recenti notizie, il comparto della sicurezza italiana e Paragon solutions avrebbero concordato di sospendere l’utilizzo dello spyware fino alla conclusione della procedura di due diligence;
da fonti di stampa risulta che nei giorni scorsi il Governo ha ribadito la propria estraneità in merito all’utilizzo del software, adducendo che a detto sistema avrebbero accesso altre articolazioni statali, oltre alle agenzie dell’intelligence, facendo particolare riferimento alle procure;
qualora ciò fosse confermato, la due diligence avviata dovrebbe chiarire quali articolazioni statali abbiano in dotazione il software e qual sia l’articolazione dello Stato che lo ha acquistato e concesso eventualmente in dotazione –:
quali siano le spese che il Ministero della giustizia sostiene per il funzionamento del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), quanto per le strutture del Gom (Gruppo operativo mobile), per le strutture del Nic (Nucleo investigativo centrale), per le intercettazioni e se vi siano contratti stipulati senza gara o tutti con gara pubblica, nonché quante persone siano state intercettate da strutture finanziate dal Ministero della giustizia nel 2024, se ci siano persone intercettate da polizia penitenziaria ma non indagate e se le dimissioni del capo del Dap Russo siano state accompagnate da una lettera personale al Ministro interrogato con rilievi critici sulla situazione del Dap e se intenda condividerla coi parlamentari o la ritenga personale e dunque secretata.
(3-01744)
