Il giudice non attende l’avvocato e celebra il processo: secondo la cassazione “la prassi di attendere risponde alle regole di buon senso e rispetto del ceto forense ma non …” sono di casa in tribunale! (Riccardo Radi)

Tribunale di Roma, il processo è fissato alle ore 09,30 ma il difensore di fiducia non è arrivato perché impegnato in altra aula, il giudice potrebbe chiamare un altro processo per attendere pochi minuti l’avvocato. Nulla di tutto questo, il giudice alle ore 9,36 nomina un difensore di ufficio e chiude il verbale alle 10,02 dopo aver condannato l’imputato.

L’avvocato ricorre in cassazione sostenendo la lesione del diritto di difesa, noi diciamo semplicemente la mancanza di “buon senso e rispetto della classe forense”. La cassazione sezione 4 con la sentenza numero 2779 del 23 gennaio 2025 richiama la motivazione della Corte d’Appello, ritenuta “logica ed adeguata”, in cui si dà conto che il Difensore di fiducia era in effetti arrivato in ritardo, spiegando che «la prassi di attendere il difensore di fiducia, anche per qualche tempo dopo che è decorso l’orario fissato per l’udienza, risponde alle regole di buon senso e rispetto del ceto forense ma non è imposto da alcuna norma processuale e dunque la sua violazione non determina alcuna nullità processuale». (il link alla fine del post).

Quindi niente buon senso o rispetto si potrebbe dire nulla di nuovo sotto il sole. Ricordiamo che in una recente sentenza la cassazione sezione 6 numero 3947/2023, nell’esaminare il caso di un avvocato che aveva chiesto di differire l’orario dell’udienza, di una sola ora, perché avrebbe potuto tardare a raggiungere il tribunale, in quanto abitante in un’altra città, ha stabilito: “che deve essere escluso l’obbligo di rinviare l’udienza o di differire l’orario della trattazione laddove il legittimo impedimento del difensore è configurato dall’impossibilità assoluta a comparire non potendo il legale limitarsi a rappresentare un possibile ritardo, dettato dalla necessità di raggiungere l’ufficio giudiziario da un’altra città, dal momento che la situazione prospettata può essere superata con accorgimenti che non esorbitano l’ordinaria diligenza, ad esempio nella scelta dell’orario di partenza”, per chi volesse approfondire: Avvocato svegliati prima e non provare a chiedere di differire l’orario di udienza (di Riccardo Radi) – TERZULTIMA FERMATA

In sostanza, il giudice non è tenuto a cambiare l’orario dell’udienza soltanto perché il legale viene da un’altra città per parteciparvi.

La circostanza, infatti, non integra il legittimo impedimento a comparire per il difensore: si tratta di una mera difficoltà superabile con l’ordinaria diligenza, ad esempio anticipando l’orario di partenza, questa in sintesi la motivazione della Suprema Corte che ha ribadito il principio che l’avvocato non deve aspettarsi nulla che possa facilitargli la vita professionale.

P_2779_2025_SENTENZA.pdf