L’avvocato nominato non può esercitare la sua funzione e garantire i diritti dell’assistito finché la sua nomina depositata tramite portale telematico non venga “abilitata”.
Questo è il punto centrale, una disfunzione macroscopica, che dovrebbe essere immediatamente risolta, riportiamo una segnalazione in proposito di un collega Filippo Loria: “Tribunale di Velletri, nel 2024 sono nominato di fiducia e ad oggi nel 2025 il procedimento penale non risulta ancora tra quelli autorizzati. Dovendo depositare atti e documenti prima della udienza preliminare fissata a marzo 2025 nel 2024 e 2025 ho inviato diverse pec all’ufficio per sbloccare la situazione e non ho ricevuto nessuna risposta.
Ho riprovato in questi a ridepositare la nomina di fiducia nel portale ed è stato respinto ( senza alcuna motivazione)
Oggi ho depositato nuovamente.
Staremo a vedere, per adesso non mi preoccupo perché non ho termini decadenziali”.
Si percepisce un senso di rassegnazione, quasi di fatalità.
L’avvocato è oramai un corpo estraneo nel procedimento, ed è paradossale che questa anomalia non sia al centro delle tematiche da risolvere immediatamente.
Questa situazione ha come sue vittime principali i cittadini che attendono giustizia e i professionisti legali che li rappresentano.
Dovrebbero essere al centro dell’attenzione ed ogni provvedimento e atto dovrebbe avere come fulcro il loro interesse ma così non sembra essere.
Quindi, sì, c’è da essere preoccupati.
