“Pinto su Pinto”, “Equa su equa”, a breve (forse) il trailer di “Equa su equa su equa” (Vincenzo Giglio)

La domanda di equa riparazione concerne la durata non ragionevole di un processo di equa riparazione («Pinto su Pinto»), protrattosi per oltre undici anni (dal 2009 al 2021)”.

È questo l’incipit della narrativa del fatto da parte di Cassazione civile, Sez. 2^, ordinanza n. 26625/2024, camera di consiglio del 10 settembre 2024, pubblicazione del 14 ottobre 2024.

Si crede inutile aggiungere altro, bastando segnalare in punto di decisione che l’esito del ricorso è stato favorevole alla vittima del ritardo.

Ci si limita dunque a constatare che la nostra amministrazione della giustizia è stata capace di impiegare undici anni per portare a termine il giudizio di equa riparazione conseguente alla durata non ragionevole di un precedente giudizio: da qui il conio dell’espressione “Pinto su Pinto”.

“Equa su equa”

Gli odierni ricorrenti interponevano ricorso ex art. 3, legge 24 marzo 2001, n. 89, in sede monitoria, lamentando la protrazione eccessiva, in quanto pari a circa nove anni, di un procedimento di equa riparazione presupposto iniziato nel febbraio del 2010 […] Il presente procedimento si qualifica, dunque, come «equa su equa»”. 

Questo, a sua volta, è l’incipit di Cassazione civile, Sez. 2^, ordinanza n. 86/2024, camera di consiglio del 27 aprile 2023, pubblicazione del 3 gennaio 2024.

Il ricorso è stato accolto per ciò che vale ma il fatto essenziale sta nei nove anni necessari per porre fine ad un procedimento di equa riparazione ed ecco la formula gemella di quella precedente: “Equa su equa”.

“Equa su equa su equa”?

Vale la pena aggiungere una particolarità di questo secondo caso: sono passati otto mesi e sei giorni tra la camera di consiglio e la pubblicazione della decisione.

È già il caso di prepararsi ad “Equa su equa su equa” o è prudente aspettare ancora un poco?

“PintoPaga” su Pintopaga”?

E se, in ipotesi astratta ed eventuale, fallisse il progetto “PintoPaga” (ricorda il nome di un atollo polinesiano o di una specie di pappagallo amazzonico, non è vero? Ma chi li tira fuori ‘sti nomi, piacerebbe conoscerlo!) bisognerà pensare a “Pintopaga su Pintopaga”?

Attendiamo lumi.