La professione non esercita più il suo fascino tra i giovani ed è comprensibile e aggiungiamo, anche una discreta fascia di avvocati meno giovani e tentata a lasciare l’avvocatura, nella misura di circa il 35% degli iscritti.
Una percentuale considerevole ha preso in considerazione l’ipotesi di abbandonare la professione, secondo l’ultimo Rapporto sull’avvocatura 2023.
I motivi sono presto detti: l’aumento dei contributi e i costi eccessivi dell’attività accompagnati da una diminuzione dei compensi.
Il reddito medio annuo individuale si attesta su un valore di 42.386 euro.
Il reddito medio è composto dalla seguente realtà complessiva, su 240.019 iscritti, abbiamo 200.301 avvocati che hanno un reddito da 0 a 50.300 euro:
Tab. 13 – Il reddito medio annuo dell’Avvocatura per classi di reddito, 2021 (v.a. e val. %)
Classi di reddito N. posizioni Val. % 2021 (*) Val. % 2020 (*)
Mod. 5 non pervenuti 17.142 –
– Reddito zero o inferiore a zero 13.920 6,2 7,1
1– 10.300 euro 54.285 24,4 28,1
10.300 – 19.267 40.897 18,3 19,9
19.267 – 50.300 74.057 33,2 28,9
50.300 – 105.000 22.849 10,3 8,9
Oltre 105.000 euro 16.869 7,6 7,0
Totale iscritti 240.019 100,0 100,0
Ricordiamo che l’Irpef è al 35% per i redditi superiori a 28.000 e fino a 50.000 euro, mentre del 43% per i redditi superiori ai 50.000 euro.
Aggiungiamo i contributi a favore della Cassa forense con l’aliquota del 18% e l’onere delle addizionali regionali e comunali, che in alcune regioni complessivamente sfiora quasi il 5%, siamo complessivamente già al 66%.
Ci rimane un 34% del reddito con cui dobbiamo pagare le spese di studio (affitto mentre se è di proprietà Imu), gli aggiornamenti professionali e telematici che impone la nuova realtà e l’aumento generale delle bollette delle utenze.
Quindi, per quanto ci piaccia dirci tra noi che è la più bella professione, sono molti quelli che hanno pensato di lasciarla:
Sempre dall’ultimo Rapporto sull’avvocatura tabella 27, pagina 35:
– L’ipotesi di lasciare la professione e le motivazioni alla base dell’eventuale decisione (val. %)
Si, ho pensato di lasciare la professione 39,3 (donne) 29,2 (uomini)
Quindi 4/10 per le donne e 3/10 degli uomini hanno pensato di abbandonare l’avvocatura e alla domanda successiva sui motivi di questo pensiero:
“È un’attività che comporta eccessivi costi e non è remunerativa/ compensi non sufficienti”, il 53,5% delle donne e il 69,6% degli uomini
Nel rapporto si legge:
“Il rapporto fra chi prende in considerazione l’ipotesi di abbandonare la professione e chi invece non ha minimamente vagliato questa eventualità è di 40 a 60 fra le donne avvocato e di 30 a 70 fra i colleghi uomini (tab. 27).
Per entrambe le componenti prevale, fra le motivazioni, quella di dover esercitare una professione poco remunerativa e che comporta eccessivi costi (il 69,9% degli uomini e il 53,5% delle donne), mentre si ravvisa una certa distanza per quanto riguarda le motivazioni collegate con il calo della clientela (14,9% fra le donne, il 9,7% fra gli uomini) e con la decisione di andare in pensione (17,9% fra le donne, 4,4% fra gli uomini)”.
Rapporto sull’avvocatura 2023 a cura Cassa Forense
