Cassa Forense decreta la fine dei praticanti avvocati? (Redazione)

Nel silenzio delle varie associazioni di giovani avvocati e dell’intera categoria, con il nuovo regolamento unico della previdenza forense, approvato con Delibera del Comitato dei Delegati del 23 maggio 2024 – Approvato con Ministeriale del 27 settembre 2024 – G.U. Serie Generale n. 238 del 10 ottobre 2024), ai praticanti avvocati non è più applicata l’agevolazione (attualmente prevista dall’art. 37, co. 2) del contributo soggettivo minimo dimezzato.

Questo vuol dire, che dal prossimo anno, un praticante iscritto alla Cassa dovrà versare un contributo soggettivo minimo di 2.750,00 euro ed il contributo integrativo minimo (del 2025) pari a 350,00 euro (per chi non è iscritto dal primo anno).

Quindi, diversamente dagli anni precedenti, ai sensi dell’art. 39, co. 3 si prevede che i praticanti avvocati non potranno beneficiare dell’agevolazione del contributo minimo soggettivo dimezzato per i primi 6 anni se ci è iscritti dalla cassa prima dei 35 anni.
Qui il Regolamento 2025: https://lnkd.in/dsh6zHN8

Vi invito a leggere:
1) L’Art. 5 comma 2, che disciplina l’iscrizione dei Praticanti Avvocati alla Cassa e che richiama esclusivamente il 37 comma 1;
2) L’Art. 37 comma 1 che prevede l’obbligo per gli Iscritti (Praticanti e Avvocati) di pagare il contributo (2750 Euro);
3) L’Art. 37 comma 2 che prevede che il contributo di cui al comma 1 è dimezzato se ci si è iscritti prima dei 35 anni;
4) L’Art. 39 comma 3 che prevede che le agevolazioni del 37 comma 2 non si applicano (fra gli altri) ai contributi dovuti ai sensi dell’art. 5.
Non c’è che dire, la realtà dei fatti e le scelte perseguite portano al calo degli iscritti e delle “vocazioni”, poi non piangete lacrime di coccodrillo.