Nel carcere di Rebibbia tutto è pronto per domani quando alle ore 9,00 Papa Francesco, dopo aver aperto la Porta Santa a San Pietro, aprirà la seconda Porta Santa del Giubileo 2025 nel carcere romano.
Sarà la prima volta nella storia e il tutto avverrà alla presenza del Ministro Nordio.
Domani ci sarà un gesto simbolico che in realtà è per Papa Francesco la volontà di ribadire l’impegno accanto agli ultimi a quelli che tutti scartano con la forza della “spes contra spem”, la locuzione latina che si può tradurre letteralmente con “la speranza contro la speranza” deriva da un passaggio da Paolo di Tarso (Lettera ai Romani, 4,18), in cui l’apostolo si esprime con riferimento all’atteggiamento dell’incrollabile fede di Abramo
La frase fu ripresa da Giorgio La Pira, che la utilizzò ripetutamente per sottolineare il proprio atteggiamento di fronte a chi dubitava o voleva contrapporgli la crudezza delle circostanze reali.
La stessa frase venne utilizzata più volte da Marco Pannella come motto, simbolo dell’idea audace di chi sa “osare l’inosabile” nel significato di “essere speranza (spes) piuttosto che avere speranza (spem)“.
Il leader radicale ha poi utilizzato questa frase latina nella sua ultima lettera inviata a Papa Francesco il 22 aprile 2016 dopo il viaggio a Lesbo: “Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano, vicino al cielo, per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano“.
Domani ci sarà di nuovo “spes contra spem” perché “Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita”.
