“L’idea di veder sfilare questo potente mezzo che dà il prestigio, con il gruppo operativo mobile sopra. Far sapere ai cittadini chi sta dietro a quel vetro oscurato. Come noi sappiamo trattare chi sta dietro quel vetro oscurato. Come noi non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato. Credo sia una gioia, è sicuramente per il sottoscritto, una intima gioia“.
Il sottoscritto, che in realtà non ha scritto né sotto né sopra ma ha pronunciato queste parole (a questo link su Sky per guardare il video girato nell’occasione), è Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato, avvocato e Sottosegretario di Stato alla Giustizia.
Il turbinio di sentimenti dell’Onorevole si è manifestato in occasione della cerimonia di consegna alla Polizia Penitenziaria, avvenuta il 13 novembre 2024, di una vettura blindata con cellula detentiva marca SsangYong, modello Rexton Dream e-XDi220.
La notizia è di non poco conto e infatti è riportata anche da gNewsonline, l’house organ del Ministero della Giustizia (a questo link per la consultazione).
Proprio da quest’ultimo redazionale si apprende che è stata progettata con la collaborazione del Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria e che, come da commento del Sottosegretario Delmastro Delle Vedove, proprio “grazie a dotazioni sempre più tecnologiche come questa, la Polizia Penitenziaria è sempre più in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata”.
Provo a riassumere quelle che mi sembrano le idee guida del pensiero del Sottosegretario.
Il prestigio dell’amministrazione penitenziaria passa attraverso la sfilata di un potente mezzo con a bordo addetti del Gruppo operativo mobile.
La gioia è far sapere alla cittadinanza che chi ne ha la responsabilità politica sa come trattare chi sta dietro i vetri oscurati di quella specie di robocar, sa come precludergli finanche il respiro.
Delmastro Delle Vedove, già all’affiorare delle prime critiche alle sue parole, ha replicato sul suo profilo Facebook chiarendo che “Non dare respiro alla mafia significa non abbassare mai la guardia. Nuovi mezzi per i GOM, più sicurezza per gli agenti. Orgoglioso di combattere questa battaglia!”.
Meglio così, indubbiamente, ma continua a mancare qualsiasi traccia della visione costituzionale della pena e del carcere: solo battaglie, sfide all’ultimo respiro e, se c’è da spendere soldi, lo si fa per vetture speciali ma non per investimenti a finalità rieducativa.
È come dire che piacciono e sono possibili solo una giustizia e un’esecuzione penale dimezzate, ormai ridotte a pura rappresaglia.
