La riforma previdenziale degli avvocati c’è ed è ufficiale (Riccardo Radi)

Da ieri le voci sull’approvazione definitiva della riforma previdenziale forense si susseguono ed hanno trovato conferma dall’Ansa che ora ha comunicato il seguente testo:

I ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia, ndr) hanno approvato la riforma della previdenza varata del Comitato dei delegati della Cassa forense.

Tra le principali modifiche introdotte vi è “il passaggio al sistema contributivo”, giacché a partire dal 1° gennaio 2025, è prevista l’introduzione di questo sistema di calcolo “pro rata” delle prestazioni pensionistiche degli avvocati.

Agli attuali iscritti all’Ente presieduto da Valter Militi, però, si applica il sistema di computo misto del trattamento, che prevede una prima quota calcolata col retributivo vigente per le anzianità contributive fino al 31 dicembre 2024, e una seconda con il contributivo, per le anzianità successive al 2024.

Inoltre, gli iscritti, a partire dal 1° gennaio 2025, avranno diritto alla “pensione unica di vecchiaia contributiva”, calcolata esclusivamente secondo il sistema contributivo”.

Ricordiamo che la notizia era stata anticipata dal Consiglio dell’Ordine di Trapani che aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook il testo che indicava le novità più salienti della riforma previdenziale, in ordine:

  1. passaggio al sistema contributivo pro rata dal 2025,
  2. riduzione del contributo soggettivo minimo da € 3.355 a € 2.7500 (sul quale importo verrà calcolata la pensione),
  3. riduzione del contributo integrativo minimo da € 850 a € 350,
  4. aumento della aliquota del contributo soggettivo sul reddito effettivamente percepito dal 15% fino al 18% (entro il 2027),
  5. aumento dell’aliquota del contributo soggettivo sul reddito effettivo a carico dei pensionati in attività dal % 7,5 al 12%, di cui il 6% verrà usato per supplementi di pensione triennali e il resto sarà “solidarietà”.

Ne riparleremo.