L’avvocato penalista si è trasformato da “arguto dominatore del patrimonio letterario” ad una sorta di “tecnico informatico”.
Tale verità incontrovertibile è sotto gli occhi di tutti ed è tratteggiata magistralmente dall’avvocato e cattedratico di procedura penale Adolfo Scalfati, in queste parole:
“L’avvocato penalista rivela una mutazione genetica negli ultimi trent’anni, più di quanto sia accaduto in due millenni. Da arguto dominatore del patrimonio letterario egli ora ha subito le angherie della tecnica, affogando nel mare dell’informatica. Anche le regole giudiziarie richiedono tale padronanza che si trasferisce sul linguaggio e sulla persuasione.
Una progressiva perdita dell’umano, delle spinte emotive, degli interrogativi sociali; un prodotto freddo, che annuncia l’avvento dell’automazione decisoria e dell’intelligenza artificiale.
Il definitivo tramonto di un’era, dove l’arringa invitava alle pulsioni dello spirito“.

I veri avvocati “fanno” gli avvocati come da secoli o fanno gli informatici…infatti con l’avvento delle famose olivetti 82 o si diventava dattilografi di se stessi o si studiava e si gestiva il contenzioso…molti avvocati dell’epoca divennero talmente veloci e bravi che…andarono a fare i dattilografi per accorsati studi.. E come diceva il noto attore Amedeo Nazzari: che peste lì colga !
"Mi piace""Mi piace"
A chi scrivo?
"Mi piace""Mi piace"