Società schermo come strumento di abuso del diritto finalizzato all’ottenimento di indebiti benefici fiscali (Vincenzo Giglio)

Cassazione civile, Sezione tributaria, sentenza n. 10305/2024 del 16 aprile 2024, ha iscritto nel contesto dell’abuso del diritto le “società schermo”, definendole costruzioni di puro artifizio, dirette, nel settore tributario, al raggiungimento di un mero beneficio fiscale indebito, attraverso la creazione di catene di società prive di effettività economica.

Sono desumibili dall’inesistenza di un complesso societario organizzato, professionale ed economicamente rilevante, dall’assenza di un impegno in un’attività economica prevalente all’interno dello Stato, dall’esistenza di pattuizioni infra-gruppo che obblighino la retrocessione del provento conseguito alla capogruppo o ad altre entità controllata direttamente o indirettamente, dallo svolgimento della prevalente attività della controllata in uno Stato diverso da quello della fonte, dalle coincidenze temporali sospette tra operazioni giuridiche poste in essere “intercompany”, dalla presenza di un esclusivo motivo fiscale che abbia indotto la società ad operare la delocalizzazione al fine di erodere l’imponibile fiscale – alla quale è applicabile, ferma la prevalenza in via generale della disciplina pattizia, anche quella nazionale soprattutto per evitare che la prima possa essere strumentalizzata al fine di favorire finalità elusive.