Limiti alle spese legali per la parte civile in Cassazione (di Francesco Buonomini)

Rischia di non vedersi riconosciute le spese legali la parte civile che, seppur vittoriosa, non partecipa attivamente con incisività al giudizio di legittimità.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, quarta sezione penale, che con la sentenza n. 44020 del novembre 2023 ha ribadito un principio già espresso in precedenza dalla Corte di legittimità secondo il quale non spetta la liquidazione delle spese legali alla parte civile che si sia limitata a chiedere il rigetto del ricorso senza aver effettivamente esplicato, anche solo attraverso memorie scritte, un’attività diretta a contrastare l’avversa pretesa a tutela dei propri interessi di natura civile risarcitoria, fornendo un utile contributo alla decisione.

In tal senso si erano già espresse sia la seconda sezione della medesima Corte di cassazione con la sentenza n. 24619 del 02/07/2020 che, più recentemente, le Sezioni unite con la sentenza n. 877/2023 che hanno esteso tale principio a tutti i tipi di rito, compreso quello camerale, partecipato o meno, laddove la parte civile non contrasti specificamente i motivi d’impugnazione limitandosi a richiedere la dichiarazione d’inammissibilità del ricorso, od il suo rigetto, con vittoria di spese.