Rapporto Cassa Forense 2024: la voce dell’avvocatura e le domande che ci possiamo fare (di Valentina Pizzo)

L’8 maggio Cassa Forense ha presentato il Rapporto sull’Avvocatura 2024, elaborato in collaborazione con il Censis sulla base dei dati forniti dalla Cassa, arricchiti dall’indagine condotta sui 26.000 avvocati intervistati.

Tante le ombre. Eccone alcune.

Se sei giovane, potresti dover attendere molti anni prima che il tuo reddito si avvicini a quello medio di categoria.

Se sei una donna, guadagni in media meno della metà dei tuoi colleghi uomini.

Se lavori al Sud, guadagni in media meno della metà dei tuoi colleghi del Nord.

Se sei una giovane avvocata del Sud, è molto probabile che la professione non sia stata affatto gentile con te, fino adesso, e che tu stia pensando di lasciarla (se non l’hai già fatto).

Niente di nuovo, purtroppo.

Qualche luce.

Le variazioni di reddito medio, in aumento, si registrano soprattutto tra i giovani, le donne, e al Sud.

I giovani mostrano di riuscire a trovare spazi nell’ambito stragiudiziale, che ha in potenza maggiori prospettive di espansione.

L’innovazione e l’aggregazione possono essere le chiavi per una professione più sostenibile.

Il rapporto ci dà una fotografia di chi siamo oggi, punto di partenza per riflettere. Ma al di là delle statistiche ci sono le persone.

Se guardare ai dati può scoraggiare, se la “voce” dell’avvocatura suona tanto come una richiesta di soccorso, è sempre una buona idea proiettarsi sulle soluzioni, a livello non solo collettivo ma anche individuale.

Come rafforzare ciò che va già bene nella nostra professione?

Come creare spazi di mercato che non ci sono ancora, magari a partire dai nostri punti di forza e da quello che ci piace fare?

Come prendere ispirazione da modelli innovativi che funzionano e farli nostri?

Come trarre il maggior beneficio possibile dal fare rete?

Pensare in maniera più creativa può essere l’inizio della soluzione. E anche di qualche splendida avventura.