La toga deve essere indossata aperta mai chiusa o abbottonata così prevede la normativa sull’ordinamento della professione.
Perché aperta? È forse segno di libertà e non sottomissione?
C’è una norma in vigore che prevede che “per gli avvocati la toga è aperta”, quando c’erano procuratori ed avvocati, allora i procuratori dovevano abbottonarsi, mentre gli avvocati no.
Anche i funzionari in udienza dovevano abbottonarsi. Ed è così anche in altre nazioni.
La norma in vigore è prevista dal Regio Decreto n. 1683 del 26 agosto 1926 “Approvazione del regolamento per l’esecuzione della legge 25 marzo 1926, n. 453, sull’ordinamento delle professioni di avvocato e di procuratore”, all’articolo 104 si legge: “Le divise degli avvocati sono conservate nella foggia attuale, con le seguenti modificazioni:
Per gli avvocati la toga è aperta, con larga mostratura in seta, colletto largo venti centimetri ed orlato da fascia velluto dell’altezza di tre centimetri, maniche orlate da fascia di velluto dell’altezza di dieci centimetri, cordoni e fiocchi di argento misto a seta nera o d’oro misto a seta nera (nelle proporzioni di due terzi ed un terzo) a seconda che siano iscritti nell’albo di un ordine o nell’albo speciale di cui all’art. 17 della legge 25 marzo 1926, n. 453, cravatta di battista bianca con merlettino e tocco in seta, fregiato da una fascia di velluto.
Gli avvocati debbono indossare le divise nelle udienze dei Tribunali e delle Corti, nonché dinanzi alle magistrature indicate nel capoverso dell’art. 4 della predetta legge e dinanzi ai Consigli dell’Ordine ed al Consiglio nazionale forense.
Si procede in via disciplinare contro coloro che contravvengono alla presente disposizione”.
Quindi, toga rigorosamente aperta.
Direte che sono retaggi del passato, in realtà ritengo che mantengano sempre un loro valore e significato e che si dovrebbe tramandarli e mai dimenticarli.
La storia della toga ci insegna che essa non è un semplice abito per identificare chi svolge la professione di avvocato, ma è molto di più, perché racchiude in sé tanti significati.
Toga significa buon senso e umiltà, equilibrio, rispetto, professionalità, ricerca di Verità e Giustizia, essere e non apparire, ecco perché portare la toga riempie di orgoglio e investe chi la indossa di tutti questi significati solenni.
Ma, si sa, il Diritto vive di consuetudini, prassi e, a volte, anche…di superstizioni.
Un avvocato anziano, una volta mi disse: “mettitela sempre, che ti protegge dalle imprecazioni della vittima se difendi l’imputato, da quelle dell’imputato se difendi la vittima”.
La toga e alcune curiosità
I magistrati appartenenti o addetti alle corti di cassazione vestono la toga rossa?
Quelli appartenenti alla giurisdizione amministrativa e contabile, quindi al TAR, al Consiglio di Stato e alla Corte dei conti vestono la toga rossa, anche se poi, nella pratica al TAR e al Consiglio di Stato usano portare la toga nera.
In definitiva, la toga rossa è utilizzata principalmente alla Corte dei Conti. Quelle nere in generale appartengono alla giurisdizione ordinaria. Per gli avvocati la toga è nera e l’uso è certamente più ricorrente in ambito penale e meno in quello civile.
La toga e la sua storia
La prima regolamentazione all’uso obbligatorio della toga è del Cardinale e Arcivescovo Antoine Perrenot de Granvelle, Vicerè del Regno di Napoli dal 1571 al 1575.
Il Vicerè de Granvelle, nel 1573 emanò una prammatica con la quale era fatto obbligo agli avvocati di indossare la toga sotto pena a chi contravvenisse di essere sospeso per sei mesi dall’esercizio della professione e di perdere quell’abito che invece della toga indossasse.
È interessante il testo della Prammatica: “Adesso si è visto e si vede che da alcuni di detti Dottori si è lassato il detto abito togato con portare cappe corte, in modo che ne è nato e può nascere poco rispetto con vilipendio alla dignità loro. Et volendo provvedere che si osservi quello che da antico tempo si è osservato e deve osservarsi per autorità, preeminenza, ornamento e decoro ai detti Dottori… statuiamo e ordiniamo che da dì della pubblicazione di essa… chi contravverrà per mesi sia privato di potere advocare e di perdere la cappa che portasse“.
Neapolis die 4 julii 1573
