Vaticano e responsabilità civile dei magistrati: “Giustizia? Otterrai giustizia nell’altro mondo. In questo accontentati della legge” (di Riccardo Radi)

In sordina, come spesso accade in Vaticano, è stata promulgata, con la pubblicazione sull’Osservatore Romano, la Lettera Apostolica di “Motu Proprio” di Papa Francesco recante modifiche alla Legge sull’ordinamento giudiziario dei magistrati ordinari del Tribunale e dell’ufficio del Promotore di giustizia.

La legge composta da sei articoli prevede, oltre che la regolamentazione del trattamento di fine rapporto, determinazione dell’età pensionabile ecc., per i magistrati inquirenti e giudicanti del Soglio di Pietro la responsabilità civile.

L’articolo 2 modifica l’articolo 11 della Legge sull’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano del 16 marzo 2020, n. CCCLI, che è sostituito dal seguente: “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento posto in essere nell’esercizio delle funzioni giudiziarie può agire nelle sole ipotesi di violazione manifesta della legge commesse con dolo o colpa grave ed esclusivamente contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali L’azione per il risarcimento non può, quindi, essere esercitata nei confronti del singolo magistrato, il quale in ogni caso è tenuto indenne dallo Stato anche per le spese di giudizio, rappresentanza e difesa.

L’azione di cui al comma precedente può essere esercitata soltanto quando siano stati esperiti i mezzi ordinari di impugnazione o gli altri rimedi previsti avverso i provvedimenti cautelari e sommari, e comunque quando non siano più possibili la modifica o la revoca del provvedimento ovvero, se tali rimedi non sono previsti, quando sia esaurito il grado del procedimento nell’ambito del quale si è verificato il fatto che ha cagionato il danno. La domanda deve essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi a decorrere dal momento in cui l’azione è esperibile.

Il Presidente del Governatorato può esercitare, a pena di decadenza entro sei mesi dal risarcimento avvenuto sulla base di titolo giudiziale, l’azione di rivalsa nei confronti del magistrato. Salvi i fatti commessi con dolo, la misura della rivalsa non può superare una somma pari alla metà di un’annualità dello stipendio percepito dal magistrato al tempo in cui l’azione di risarcimento è proposta, anche se dal fatto è derivato danno a più persone e queste hanno agito con distinte azioni di responsabilità”.

Possiamo dire che il Vaticano ha ripreso pari pari la legislazione italiana in materia, introdotta nel 1988 e modificata nel 2015, ossia la responsabilità civile indiretta.

Certo anche in Vaticano si prevedono tempi duri per chi volesse intraprendere un’azione nei confronti di un magistrato per “un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento posto in essere nell’esercizio delle funzioni giudiziarie”, ricordiamo che in Italia a fronte di 544 cause per responsabilità civile dei magistrati ci sono state solo 8 condanne secondo i dati del Ministero della Giustizia.

Ricordiamo che i Giudici Vaticani si occupano di questioni civili e penali e sono gli organi del potere giudiziario fissati secondo la legge n. CCCLI del 16 marzo 2020, oggi modificata con la lettera Apostolica “Motu Proprio”, promulgata da Papa Francesco con la premessa: “Amministrare la giustizia non è soltanto una necessità di ordine temporale. La virtù cardinale della giustizia, infatti, illumina e sintetizza la finalità stessa del potere giudiziario proprio di ogni Stato, per coltivare la quale è essenziale anzitutto l’impegno professionale personale, generoso e responsabile”.

Gli organi giudiziari sono: Tribunale (il Tribunale dello Stato Città del Vaticano, del tutto separato dal Tribunale Ecclesiastico competente per questioni canoniche) su cui grava la maggior parte dell’attività giudiziarie. Per quanto riguarda la seconda e la terza istanza ci sono una Corte d’appello e una Corte di cassazione.

I magistrati vaticani diventano tali per nomina diretta del papa, all’art. 8 si prevede “I magistrati ordinari sono nominati dal Sommo Pontefice, il quale designa ciascuno nel proprio ufficio”.

Anche nel nuovo ordinamento Giudiziario: “Non sono stati stabiliti, requisiti per la nomina, né è stato precisato se i magistrati dovessero essere laici o ecclesiastici. Si ritiene, comunque, che i requisiti dovrebbero essere desunti dalla ragione comune (religione cattolica, capacità tecniche, attestato della laurea in utroque iure – canonico e civile ndr – o equivalenti, e specchiata moralità)”.

La legge “Bergoglio” intende garantire, al meglio, l’indipendenza degli organi giudiziari e dei magistrati che dipendono soltanto dal Sommo Pontefice che li nomina e sono soggetti, però, soltanto alla legge nell’esercizio delle loro funzioni, che esercitano con imparzialità e disponendo direttamente della polizia giudiziaria. Chiede specifici requisiti per la nomina dei magistrati che sono scelti tra professori universitari e comunque tra giuristi di chiara fama, con una comprovata esperienza, giudiziaria o forense nell’ambito del diritto civile, penale e amministrativa.

Semplifica sistema giudiziario, e intanto aumenta di una unità l’organico del Tribunale, prevedendo un regime di tempo pieno ed esclusività professionale per almeno uno dei giudici.

Rafforza l’indipendenza dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, assegnandogli un capo autonomo e mantenendolo però ben distinto da quello riguardante il Tribunale.

Fissa a 75 anni l’età di collocamento a riposo dei magistrati vaticani e prevede che il “Sommo Pontefice può disporre la permanenza nell’ufficio oltre il limite di età”.

Concludiamo questo breve scritto con una considerazione, aver “copiato” la legislazione italiana in materia di responsabilità civile dei magistrati conferma la frase di William Gaddis: “Giustizia? Otterrai giustizia nell’altro mondo. In questo accontentati della legge”.

Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» su alcune modifiche relative all’ordinamento giudiziario del Vaticano (27 marzo 2024) | Francesco