La storiaccia del presunto dossieraggio ai danni di politici e personaggi pubblici: le opinioni non esattamente sovrapponibili di due magistrati (di Vincenzo Giglio)

La bagarre per il cosiddetto “caso dossieraggio” si estende giorno dopo giorno (a questo link per una riassunzione aggiornata di tg24.sky.it).

Come sempre accade in questi casi c’è una corsa all’accaparramento delle opinioni di esperti qualificati.

Si parla di condotte di possibile rilievo penale e chi è più esperto di magistrati con funzioni penali?

Detto, fatto.

Il primo parere è quello di Giuseppe Santalucia, presidente di sezione della Corte di cassazione e attuale presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Intervistato da Giulio Merlo per il quotidiano Domani (l’intervista integrale si può consultare a questo link), il magistrato dice la sua su tutte le questioni connesse al presunto scandalo.

Particolarmente interessante questa sua affermazione: “Quello che mi sento di notare è che le banche dati sono uno strumento prezioso: giovano alle indagini, all’accertamento, e sono molto utili anche come strumento di prevenzione del crimine. Devono essere usate con cautela e l’utilizzo illecito e va punito, ma lo strumento in sé – a partire dalle sos, le segnalazioni di operazioni bancarie sospette – è di grande importanza. Il mio auspicio è che non se ne perda di vista il rilievo in momenti come questo, in cui emergono notizie su usi abusivi e lesivi dei diritti di molti soggetti. Anche perché l’inchiesta in corso dimostra che il sistema di controllo funziona e che non sfuggono alle necessarie valutazioni gli eventuali illeciti di singoli operatori“.

Il secondo parere è quello di Giuseppe Scarpinato, già procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Palermo, oggi senatore eletto dopo essere stato candidato dal Movimento Cinque Stelle.

In collegamento con L’aria che tira (a questo link per il reportage di Antimafia Duemila, dal quale peraltro si può accedere al filmato su Youtube) e rispondendo a una domanda del conduttore Davide Parenzo, il senatore Scarpinato ha così risposto: “Abbiamo un grosso problema. Una situazione fuori controllo che riguarda tutte le istituzioni in cui sono custodite delle banche dati. Ogni giorno migliaia di esponenti delle forze dell’ordine, per ragioni del loro servizio, accedono alle banche dati dove sono custoditi informazioni sensibili. Il sistema prevede che ogni accesso lasci una traccia informatica, ma non prevede il controllo successivo automatico di tutti coloro che hanno fatto accesso. E così come dimostra l’esperienza ciò che accade è che, purtroppo, c’è una cifra occulta molto elevata di accessi abusivi che vengono fatti per i motivi più disparati. A volte per curiosità personale, a volte per fare una cortesia ad un amico, altre volte ancora per denaro o per dossieraggio […] C’è una falla nella sicurezza perché è previsto che chi acceda lascia traccia ma non è previsto che poi ci sia un controllo generalizzato e automatico di chi ha fatto l’accesso. Per questo motivo sto depositando in Parlamento una proposta di legge che prevede il controllo obbligatorio a cadenza regolare in tutti gli uffici in cui ci sono banche dati di quelli che hanno fatto accesso. In questo modo non potrà più verificarsi un caso del genere“.

E dunque, provando a riepilogare: Santalucia ci invita a non avere timori perché il sistema di controllo funziona come è dimostrato dal semplice fatto che c’è un’indagine in corso; Scarpinato non solo ci restituisce tutti i timori fugati da Santalucia ma li amplifica, lanciando un allarme di non poco conto poiché ravvisa addirittura una situazione fuori controllo e una cifra occulta di accessi abusivi, al punto di ritenere necessaria una proposta di legge per mettere fine allo scempio.

Gli esperti hanno parlato e li abbiamo ascoltati, facendo tesoro delle loro parole.

Per oggi è tutto.