Un caso di prescrizione potenzialmente infinita (di Vincenzo Giglio)

Cassazione penale, Sez. 2^, sentenza n. 4822/2023, udienza del 15 novembre 2022, ha ricordato che, in materia di reati aggravati ex art. 7 d. l. n. 152/1991, convertito in L. n. 103/1991, trova applicazione la disciplina della prescrizione disposta dall’art. 160, comma 3, cod. pen., che per i reati di cui all’art. 5, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., non prevede un termine massimo di prescrizione.

Ne consegue che in questi casi la prescrizione matura soltanto se da ciascun atto interruttivo sia decorso il termine minimo di prescrizione fissato dall’art. 157, cod. pen., e pertanto, in presenza di plurimi atti interruttivi, è potenzialmente suscettibile di ricominciare a decorrere all’infinito (cfr. Sez. 2^, sentenza n. 40855/2017, Rv. 271164).