L’avvocato bullo (di Giovanna Bellizzi)

L’avvocato bullo lo riconosci subito.

È quello che urla e strepita durante la discussione, quando si infervora e si scandalizza sentendo la replica del collega di controparte.

Il collega bullo però, come tutti i bulli, dà il meglio di se quando è in branco o quando il branco lo crea,

Ecco che così trova un pubblico non pagante tra i colleghi che lo ascoltano e lo supportano nel suo ironizzare.

Lo vedi, quindi, che svolazza con la toga, si sbraccia, si alza, si risiede, ammicca al giudice, usa tutte le parole più ad effetto per ironizzare sulla controparte che ascolta, non interrompe e tace.

Quando invece a discutere è la controparte, ecco che l’avvocato bullo rumoreggia, commenta, interrompe, parlotta con gli altri colleghi, e utilizza tutto il suo repertorio per disturbare e per segare l’autostima della controparte.

Finita la discussione esce trionfante dall’aula con un sorriso da soluzione certa per il suo assistito che gli stringe la mano grato per la sua magnificenza, per il suo ardore e per aver dato una certa lezione alla controparte che, invece, uscendo dall’aula non trova, spesso ma non sempre, ne l’assistito e neppure gruppi di colleghi pronti a congratularsi con lui.

L’avvocato bullo non aspetta la lettura del dispositivo potendo egli contare su decine di colleghi o cancellieri disposti ad avvisarlo telefonicamente o potendo egli chiamarli con la certezza granitica di avere risposta, e senza inutili attese sino al tardo pomeriggio dimostrando però, magnanimità alla controparte che sarà certamente informata da lui sull’esito perché, in fondo, siamo colleghi oppure no?

Immancabile come le rate della cassa forense, però, il giorno dopo, a dispositivo letto, il collega bullo ti toglie il saluto sempre riconosciuto sino a quel momento.

In fondo ha ben ragione a farlo perché se hai vinto la causa contro l’avvocato bullo, tu non lo sai ma lui sì, hai commesso il reato più ignobile e nefasto riconosciuto dal codice penale dei corridoi del tribunale: quello di lesa maestà.