Professori e studenti e abuso dei mezzi di correzione e di disciplina (di Riccardo Radi)

Un insegnante interviene in una lite tra alunni per separarli e il suo caso arriva davanti alla Suprema Corte.

La Cassazione sezione 6 con la sentenza numero 48744/2023 in tema di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ha stabilito che l’abuso della finalità disciplinare presuppone l’insorgenza, al momento del fatto, dell’occasione di correggere o di punire, ossia che il soggetto passivo abbia tenuto una condotta da cui possa derivare una reazione di natura disciplinare, non potendo detta finalità desumersi dalla sola esistenza del rapporto esistente tra l’agente e la persona offesa.

Fattispecie in cui la Suprema Corte ha ritenuto insussistente l’abuso nell’intervento di forza, mai trasmodato in volontarie percosse, tenuto dall’insegnante per separare gli alunni in lite a tutela della loro stessa incolumità, in adempimento degli obblighi di garanzia correlati all’esercizio della funzione educativa.