Favoreggiamento personale: può compierlo anche la persona offesa del reato presupposto (di Vincenzo Giglio)

Cassazione penale, Sez. 6^, sentenza n. 31168/2023, udienza del 9 maggio 2023, ha ricordato che il delitto di favoreggiamento è configurabile non solo quando il comportamento dell’agente sia diretto a eludere le investigazioni, ma anche quando sia preordinato a turbare l’attività di ricerca e acquisizione della prova da parte degli organi della magistratura, atteso che costituisce attività investigativa oltre quella volta alla ricerca delle prove, anche quella mirante all’acquisizione di esse nel procedimento penale, nonché quella di selezione del materiale probatorio raccolto ai fini della decisione. (Sez. 5, n. 18110 del 12/03/2018, Rv. 273180).

Anche la persona offesa del reato presupposto può commettere il delitto di favoreggiamento (Sez. 1, n. 1038 del 20/06/1966, Rv. 102754); ciò in quanto anche il suo contributo in favore dell’autore del reato consumato in suo danno è idoneo a causare la lesione dell’interesse tutelato dagli artt. 378 e 379 cod. pen.

Quanto all’elemento psicologico, la costante giurisprudenza di legittimità ritiene sufficiente il dolo generico, che consiste nella consapevole determinazione dell’agente di fuorviare, con la propria condotta, le investigazioni dirette all’acquisizione della prova di un delitto o le ricerche poste in essere dalla competente autorità nei confronti del soggetto latitante, a prescindere dalle finalità ulteriori perseguite dall’agente (cfr. da ultimo, Sez. 5, n. 50206 del 11/10/2019, Rv. 278316).

Occorre infine considerare che, sempre in tema di favoreggiamento personale, l’art. 384 cod. pen. integra una causa di esclusione della colpevolezza e non di esclusione della antigiuridicità della condotta, sicché opera solo nel caso in cui, tenuto conto delle circostanze del caso concreto, valutate secondo il parametro della massima diligenza esigibile, si presenti all’agente come l’unica in grado di evitare all’agente un grave pregiudizio per la libertà o per l’onore proprio o altrui (Sez. 6, n. 34777 del 23/09/2020, Rv. 280148).