Sovraffollamento carcerario: in Commissione Giustizia alla Camera la proposta di aumento dei giorni di liberazione anticipata (di Francesco Buonomini)

Ne hanno dato notizia, e volentieri la diffondiamo, Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, e l’On. Roberto Giachetti di Italia Viva i quali, ottenuto questo iniziale risultato, hanno interrotto lo sciopero della fame giunto al 23° giorno nell’ambito del Grande Satyagraha 2024 a cui hanno dato corpo centinaia di cittadini anche detenuti e che continuerà fino al raggiungimento dell’obiettivo.

La proposta di legge di Nessuno tocchi Caino presentata da Roberto Giachetti (Atto Camera 552/22) recante modifiche alla legge 26 luglio 1975 n.354 e volta a ridurre il sovraffollamento carcerario prevede in sintesi:

  • la riforma organica dell’art. 54 della legge 354/75 (Ordinamento Penitenziario) sulla liberazione anticipata con l’aumento per il futuro da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata in detenzione carceraria o domiciliare;
  •  l’incremento dei giorni di detrazione per liberazione anticipata, già previsti dall’art. 54 citato da 45 a 75 per quei condannati che a decorrere dal 1° gennaio 2016 ne abbiano già usufruto per il loro buon comportamento;
  • la semplificazione e velocizzazione della procedura di concessione con attribuzione della competenza per i detenuti in carcere al direttore dell’istituto, salvo trasmissione degli atti al magistrato di sorveglianza competente per territorio nei casi in cui il condannato sia incorso in una sanzione disciplinare che possa pregiudicare la partecipazione all’opera di rieducazione.

L’obiettivo di tale riforma, spiegano i proponenti, è quello di affrontare il problema del sovraffollamento carcerario considerato dalla Corte EDU come causa di trattamenti inumani e degradanti riducendo il numero dei detenuti nelle carceri italiane al fine di scongiurare o almeno limitare il più possibile il tragico ripetersi dei suicidi in carcere che, come noto, hanno raggiunto numeri inaccettabili in un paese civile.

Teniamo alta, quindi, con ogni mezzo l’attenzione dell’opinione pubblica e manifestiamo il nostro sostegno alla proposta affinchè diventi al più presto Legge dello Stato.

Del resto, lo Stato siamo noi e nel nostro nome si dispensa la Giustizia terrena!