
Ieri ero in tribunale a Roma.
Fatta l’udienza davanti al Giudice delle indagini preliminari mi sono intrattenuto in biblioteca per poi recarmi a seguire il processo di revisione di Beniamino Zuncheddu.
Nel pomeriggio i corridoi sono deserti e silenziosi (non che la mattina sia tanto diverso) e amplificano le voci dei rari presenti.
Mentre transito davanti ad una porta socchiusa, sento timbri familiari.
Sono due magistrate che parlano tra loro, una dice all’altra: “Come stai?”, risponde la collega: “Mai stata così bene, senza quei rompicoglioni, hai visto le udienze sono veloci e indolori e la trattazione cartolare è una manna dal cielo”.
Mi affaccio dalla porta ed esclamo: “Buonasera da un rompicoglioni”.
All’iniziale imbarazzo esplode una risata salvifica.
Touché.

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