
Dopo l’assordante silenzio sulle sorti dell’incontro previsto per il 19 dicembre 2023 con il Ministro Nordio preannunciato dall’Unione Camere Penali per decidere il destino dei famigerati commi 1-ter e 1-quater dell’art. 581 del codice di Procedura Penale, di cui i Penalisti chiedono l’abrogazione, si è avuta la conferma ufficiale del rinvio a data da destinarsi per non meglio precisati “sopraggiunti impegni” del Ministro.
Il rinvio sine die ha provocato la reazione dell’UCPI che, passato il Natale, ha inviato un sollecito per ottenere almeno l’indicazione di una nuova data per l’incontro.
Nella nota del 27 dicembre 2023 (allegata alla fine del post) la Giunta UCPI letteralmente lamenta:
Rinviato l’incontro con il Ministro Nordio. La nota della Giunta.
A seguito della delibera con la quale è stato proclamato lo stato di agitazione in ragione delle gravissime limitazioni al diritto di impugnazione determinate dalle previsioni introdotte dai commi 1 ter e 1 quater dell’art. 581 c.p.p., il Ministro della Giustizia On. Carlo Nordio, ha ricevuto per due volte, il 30 novembre e il 7 dicembre ultimi scorsi, una delegazione dell’Unione, manifestando in quelle sedi la propria convinta condivisione in ordine alla necessità della abrogazione di tali disposizioni ed alla opportunità di affidare la modifica normativa allo strumento legislativo più rapido.
Un terzo incontro, fissato per il 19 dicembre u.s., nell’ambito del quale si sarebbero dovuti verificare tutti gli aspetti connessi al richiesto intervento abrogativo, necessario a restituire il pieno potere di impugnazione ai difensori, è stato annullato per sopraggiunti impegni del Ministro, informando che, a stretto giro, sarebbe stata comunicata la data del nuovo incontro. Poiché ad oggi non è pervenuta alcuna notizia in merito, l’Unione ha ritenuto di dover indirizzare al Ministro una lettera di sollecito in considerazione della assoluta urgenza e rilevanza della questione da trattare, che ha ad oggetto il ripristino del pieno potere di impugnare da parte del difensore, e delle conseguenti impegnative deliberazioni che la stessa dovrà assumere in relazione all’esito di quella interlocuzione.
Resta da verificare se la su menzionata “condivisione in ordine alla necessità di abrogazione” delle norme in questione da parte del Ministro sia davvero “convinta” e se la soluzione oltre che convincente sarà anche rapida poiché, non v’è chi non veda come nelle more dei rinvii, numerose sentenze di condanna a carico di imputati assenti continuano quotidianamente a non poter essere, almeno teoricamente, impugnate.
Nella pratica, anche in previsione dell’auspicata condivisa abrogazione resta, comunque, consigliabile l’impugnazione.
Restiamo in attesa di vedere se il Ministro troverà presto posto in agenda, ovvero se decorso inutilmente “lo stretto giro” e disatteso il sollecito,si prenderanno tutte le iniziative necessarie, per la tutela dei diritti dei condannati assenti e della dignità di tutti gli Avvocati Penalisti Italiani che, di certo, non meritano di fare anticamera.

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