Quanti chilometri percorre un avvocato girovagando per i tribunali della Penisola?
Tanti ed insieme ai chilometri quanti ristoranti, trattorie, osterie frequenta?
Apriamo uno spazio e parliamo di cibo, anzi di ricette perché no?
La professione ha anche dei lati positivi, tra questi le trasferte che per quanto mi riguarda sono una gioiosa parentesi per rompere la monotonia quotidiana.
Sono molti i tribunali che ho conosciuto in trent’anni di professione e di conseguenza altrettante trattorie o ristoranti.
Personalmente preferisco le trattorie dove senza fronzoli si possono mangiare piatti gustosi a prezzi ragionevoli.
Negli anni passati mi capitava molto più spesso di girovagare in macchina tra un tribunale e l’altro oggi preferisco, se posso, il treno che mi evita i rischiosi colpi di sonno ma non mi permette di fermarmi a sorpresa lungo il cammino.
A proposito di “rischi” non posso non raccontare di quella volta che rimasi a Roma in aula fino alle 16,30 per poi partire direttamente dal tribunale in direzione Sud dove il giorno successivo mi attendeva un processo a Lagonegro.
Lungo il percorso all’altezza di Polla mi viene un colpo di sonno improvviso e un camionista di Messina mi salva letteralmente la vita attaccandosi al clacson e risvegliandomi dal torpore che mi stava spingendo oltre il guard-rail.
Salvo – così si chiamava – un personaggio che conservo nel mio cuore, dopo avermi “risvegliato” mi segue lampeggiandomi, ad intermittenza, con il suo camion fino alla prima piazzola autostradale per scendere e dopo un caloroso abbraccio mi offre da suo termos un caffè miracoloso che mi porterà sano e salvo fino alla destinazione di Sapri dove avevo prenotato per dormire.
La vita è fatta di incontri imprevisti, imprevedibili ed indimenticabili e Salvo è uno di questi.
A Sapri fino a pochi anni fa vi era una sede distaccata del Tribunale di Sala Consilina, oggi sono chiusi entrambi ma nelle vicinanze c’è una trattoria molto rustica vicino al campo sportivo di Policastro Bussentino.
Un posto a conduzione familiare dove troverete l’essenziale ma soprattutto proverete una gustosa e semplice cucina di mare.
I piatti che vi consiglio sono per antipasto i cicinielli all’acqua pazza, il ciciniello o bianchetto sono conosciuti come “neonati di pesce”.
Il piatto viene guarnito da una bruschetta con peperoncino ed è una leccornia per palati fini.
A seguire spaghettoni allo scoglio, porzione abbondante che tra cozze, polipetti, vongole e gamberi rossi richiede obbligatoriamente il tovagliolone per evitare schizzi su camicia e cravatta.
Per secondo ‘e pizelle ‘e cicinielli, una sorta di pizzette fatte di pastetta di farina e acqua e un pizzico di bicabornato, fritti con l’olio di oliva locale.
Il sapore è davvero meraviglioso se il tutto sarà accompagnato da una Falanghina del Sannio ghiacciata per dimenticare, per un momento, le aule dei tribunali.
