La cassazione sezione 3 con la sentenza numero 33972/2023 ha stabilito che nel caso in cui una sentenza irrevocabile sia acquisita agli atti del processo, ai sensi dell’art. 238-bis cod. proc. pen., per fornire la prova diretta del fatto oggetto del suo accertamento, necessita di una conferma esterna, che non è, invece, richiesta laddove la medesima sentenza sia utilizzata come riscontro di altre prove già acquisite.
Permane l’orientamento teso a garantire l’autonomia di giudizio del giudicante.
La cassazione sezione 4 con la sentenza numero 10103 depositata il 10 marzo 2023 ha ribadito il principio dell’autonomia di giudizio in capo al giudice procedente pure a seguito dell’acquisizione di una sentenza irrevocabile agli atti del procedimento.
La Suprema Corte ha stabilito che l’acquisizione agli atti del procedimento, ai sensi dell’art. 238-bis cod. proc. pen., di sentenze divenute irrevocabili non comporta, per il giudice di tale procedimento, alcun automatismo nel recepimento e nell’utilizzazione, a fini decisori, dei fatti e dei relativi giudizi contenuti nei passaggi argomentativi della motivazione delle suddette sentenze, dovendosi, al contrario, ritenere che quel giudice conservi integra l’autonomia e la libertà delle operazioni logiche di accertamento e formulazione di giudizio a lui istituzionalmente riservate.
Pertanto, il contenuto della sentenza irrevocabile acquisita nel procedimento non vincola il giudicante all’uso ai fini decisori.
Riferimenti normativi articolo 238 bis c.p.p.
Massime precedenti Conformi: cassazione n. 4704/2014, Rv 259414-01, cassazione n. 12595/1988 Rv 211768.
