-9, -8, -7, -6: il lento e inesorabile countdown al Big Bang dell’entrata a “pieno regime” del portale telematico comporta ad alcuni notti insonni e ad altri consumi irrefrenabili di ansiolitici.
Ieri il sottosegretario Del Mastro ha risposto ad una interrogazione parlamentare rassicurando che tutto andrà bene e se non ci saranno intoppi (noi siamo sicuri di sì), nessun problema serio colpirà avvocati e soprattutto le parti processuali.
Parole che non tranquillizzano nessuno ed anzi lasciano tutti con quella strana sensazione di attesa del peggio che non è mai come ti immagini ma sempre qualcosa di più.
Intanto i corsi serali per informatici basici hanno esaurito gli iscritti e tanti avvocati rimpiangono di non aver seguito all’Università corsi specifici previsti “per contribuire alla comprensione dei risvolti giuridici connessi all’avvento del digitale; per favorire l’adozione di un approccio giuridico consapevole e lo sviluppo di una coscienza critica; promuovere la capacità di indagine e di ricerca (sia dottrinale che giurisprudenziale).
Programma: il corso di Informatica giuridica si propone di affrontare i nodi teoretici e giuridici determinati dall’avvento della rivoluzione digitale (il valore probatorio del documento informatico, le firme elettroniche, la PEC, ecc.)”.
In parole basiche permetterci di continuare a svolgere una professione senza la boccetta di Maalox sulla scrivania. Con la consapevolezza di essere nati e cresciuti in un Paese dove l’improvvisazione regna sovrana.
