Picchiare chi proferisce apprezzamenti nei confronti della propria consorte configura l’aggravante dei motivi abbietti e futili.
La cassazione sezione 5 con la sentenza numero 27935 del 27 giugno 2023 ha ribadito che in tema di circostanze, la gelosia può integrare l’aggravante dei motivi abbietti o futili, quando sia connotata non solo dall’abnormità dello stimolo possessivo verso la vittima od un terzo che appaia ad essa legata, ma anche nei casi in cui sia espressione di spirito punitivo, innescato da reazioni emotive aberranti a comportamenti della vittima percepiti dall’agente come atti di insubordinazione.
Nel caso esaminato la Suprema Corte ha ritenuto che la gelosia dell’uomo verso la moglie che aveva determinato la condotta lesiva nei confronti di chi aveva proferito un apprezzamento nei confronti della donna configurasse la circostanza aggravante dei motivi abbietti e futili prevista dall’articolo 61 comma 1 c.p.
In tema di circostanze, anche la gelosia può integrare l’aggravante prevista dall’art. 61, comma primo, n. 1, cod. pen., che giustifica un giudizio di maggiore riprovevolezza dell’azione e di più accentuata pericolosità dell’agente, per la futilità della spinta motivazionale che ha determinato a commettere il reato.
Principio conforme a quello affermato da cassazione sezione 1 sentenza numero 49763/2019 e cassazione sezione 5 sentenza numero 44319/2019.
