Ogni avvocato ha un caso che lo angustia per come si è concluso ed anche il professor Franco Coppi ha il suo “buco nero”.
Recentemente in una intervista l’avvocato Coppi è tornato a parlare dell’omicidio di Sarah Scazzi ed ha dichiarato: “Sabrina Misseri è l’angoscia della mia vita. La notte mi capita ancora di pensare a questa sciagurata e a sua madre“. L’avvocato Franco Coppi in più interviste ha confidato il suo tormento per la conclusione inaspettata del processo mediatico per antonomasia: l’omicidio di Sarah Scazzi che vede condannate all’ergastolo Sabrina Misseri e la madre Cosima.
“Ho la certezza assoluta della loro innocenza – dice Coppi – sarei pronto a giocarmi qualunque cosa. Non essere riuscito a dimostrarlo ha rovinato la mia vita di avvocato. Noi difensori non possiamo pretendere di vincere tutti i processi, non deteniamo il monopolio della verità e certe vicende si prestano a molteplici letture, d’accordo, ma nel caso di Sabrina Misseri no. Le prove della sua innocenza e della colpevolezza del padre reo confesso erano talmente schiaccianti che non riesco a capacitarmi di questo fallimento, il ricorso per Cassazione mi ha procurato una delusione insanabile. Questa ragazza sta in carcere da più di dieci anni: per me è un tormento“.
Il professor Coppi ha ricordato di essersi rivolto alla Corte di Strasburgo per denunciare le violazioni processuali che sarebbero avvenute nel corso delle indagini e del processo e che l’esito del ricorso, che ha superato il primo vaglio di ammissibilità, molto probabilmente sarà lasciato in eredità al suo studio.
Anche in queste parole si percepisce il personale tormento dell’avvocato consapevole che difficilmente potrà assistere all’auspicata conclusione di quanto ritiene un errore giudiziario in cui sarebbe incorso il sistema giustizia.
