“Signor Presidente, Signori Giudici,
senza aggettivazioni o appellativi particolari, perché il termine giudice, secondo la mia concezione, è denso di significato altamente morale e non ha necessità di inutili abbellimenti. Giudice è chi depone sentimenti e risentimenti, antipatie e simpatie, idee preconcette nate dalla pubblica opinione. Giudice è chi si inchina di fronte al dubbio, giudice è chi si mortifica nel ripensamento delle proprie opinioni, giudice è chi affronta, prima ancora della prova, la critica di se stesso. E, solo così, il suo giudizio veste dignità umana e scientifica” (Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, “Scritti di Luciano Revel”, p. 29).
È l’incipit dell’arringa pronunciata da Luciano Revel nel febbraio del 1979 avanti la Corte Costituzionale, in difesa di Camillo Crociani, coinvolto nello scandalo Lockheed.
Queste parole racchiudono tutto e rappresentano la giustizia che tutti desideriamo.
Luciano Revel è stato un avvocato senza tempo un faro che andrebbe letto e riletto da tutti noi.
Il suo pensiero è racchiuso in un libro, oramai introvabile, Leoni vegetariani pecore inferocite angeli senza ali, che ho avuto la fortuna di ricevere in regalo.
Nel libro Luciano Revel racconta la giustizia, i giudici e gli avvocati.
Ogni avvocato dovrebbe leggerlo per capire il senso della nostra professione.
L’inizio: “Il tribunale è un teatrino, la Giustizia una commedia e io ho interpretato un personaggio a volte drammatico, a volte squallido, sempre brutto. Dedico questo scritto a tutti coloro che mi hanno insegnato qualcosa. E sono tanti“.
Altro grande insegnamento di Luciano Revel è stato il silenzio.
L’avvocato deve imparare a stare zitto quando è utile per la difesa del suo assistito, il silenzio alle volte è d’oro.
Bisogna che l’avvocato diventi un geco, immobile, silente, impenetrabile.
“… avvocato, ha domande?…”
“No grazie presidente…”; talvolta Revel non rispondeva neanche ma si limitava a sorridere e a scuotere lievemente la testa, come fosse dinanzi ad un’offerta cortese ma insensata.
Revel e il suo sorriso dolce e malizioso saranno sempre nei miei ricordi.
