Avvocato: l’aula giudiziaria rimasta nei tuoi ricordi (di Riccardo Radi)

Nei tribunali d’Italia ci sono aule di particolare bellezza e alcune rimangono nella memoria degli avvocati.

Una di queste, almeno per me, è l’aula dibattimentale del Tribunale di Venezia.

Il tribunale di Venezia ha indubbiamente un fascino particolare, si trova vicino al ponte di Rialto e nelle vicinanze c’è un mercato variopinto dove di prima mattina il vociare degli astanti ti accompagna nei tuoi pensieri mentre ti avvicini al portone del palazzo delle Fabbriche Nuove.

Ho seguito diversi processi nella splendida città sospesa sulle acque e l’aula dibattimentale ha un’atmosfera di altri tempi, sarà per il legno intarsiato o per gli scranni austeri ma una volta oltrepassata rimane nei ricordi.

Fin dal XVII secolo, l’edificio delle Fabbriche Nuove di Rialto – progettato dal Sansovino nel 1553 – viene adibito a uffici commerciali e a botteghe. A metà dell’Ottocento il governo austriaco decide di trasferirvi i tribunali. Nel 1857, con l’autorizzazione dell’imperatore, il cantiere inizia con molta urgenza ma senza stabilirne la destinazione definitiva.

Nel 1857, con l’autorizzazione dell’imperatore, il cantiere iniziò con molta urgenza e nel 1867, su richiesta del prefetto di Venezia Giuseppe Pasolini, si stabilì che una parte delle Fabbriche Nuove dovesse accogliere la Corte d’Assise della città.

La Sala d’Assise venne inaugurata nel 1871, mentre l’Aula Manlio Capitolo, la cui porta a tutt’altezza reca i simboli della giustizia, venne inaugurata nel 1957 ed è stata progettata interamente, mobilio incluso, da Carlo Scarpa.

Quale aula è nei vostri ricordi?