L’avvocato ordinato, essendo lui avvocato ordinato, ha la scrivania, neanche a dirlo, sempre ordinata.
Sulla scrivania dell’avvocato ordinato non vedrai fascicoli accumulati, spillatrici, penne chiuse, appunti e pacchetti di fazzoletti.
L’avvocato ordinato tiene la sua scrivania sgombra da tutto e da tutti.
Se vai a trovare l’avvocato ordinato nel suo studio, ti stupirai del suo ordine, della sua scrivania spaziosa e pulita.
Ma l’avvocato ordinato dà il meglio di sé quando deve prendere il fascicolo e lo trova in un nanosecondo con la sicurezza di un agente segreto e la destrezza di un ladro di appartamenti.
L’avvocato disordinato, invece, si bea del suo disordine.
La sua scrivania è un accumulo di pratiche già chiuse da mesi ma ferme in attesa di andare, da sole, in archivio.
Quando incontra il collega nel suo studio, non si preoccupa e non si agita per nulla se non trova il fascicolo.
Egli, da vero avvocato disordinato, conclude l’incontro con l’altro collega pronunciando una frase che potrà essere scolpita, con caratteri d’oro, come suo epitaffio…
“ nessun problema, presto o tardi salterà fuori”.
